4 Nov 2013

Storia del Vaticano Roma

*STORIA DEL VATICANO ROMA*


L'origine dello Stato Pontificio è convenzionalmente fatta risalire all'anno 728 con la cessione formale a papa Gregorio II dei castelli di Sutri, Bomarzo, Orte e Amelia da parte 
del re longobardo Liutprando, contestuale alla formulazione dell'apocrifa Donazione di Costantino. Da questo anno ha formalmente inizio il potere temporale della Chiesa. Nei 
secoli successivi lo Stato Pontificio giunge ad avere un'estensione territoriale che comprende l'intera Italia centrale. La fine dello Stato Pontificio coincide con la conquista di 
Roma da parte di Vittorio Emanuele II nel 1870. Il 18 maggio 1871 il nuovo Stato italiano emana una legge detta Legge delle Guarentigie, al fine di regolare i rapporti con il 
papato. La legge assicurava al pontefice il libero esercizio delle sue funzioni di capo della Chiesa cattolica, riconoscendogli prerogative sovrane, tra le quali il diritto di 
legazione attiva e passiva, e assegnandogli una cospicua dotazione annua. La Legge delle Guarentigie fu rigettata da papa Pio IX perché considerata un atto unilaterale del 
governo italiano. Il pontefice rifiutò anche di riconoscere la situazione creatasi dopo l'occupazione della capitale da parte delle truppe italiane, considerandosi, di fatto, 
prigioniero del nuovo Stato italiano. La Questione romana si protrasse sino al 1929, e si risolse con la conclusione dei Patti Lateranensi firmati da Benito Mussolini e dal 
cardinale Gasparri, per conto del papa Pio XI. La conciliazione tra Chiesa e Stato fu accolta e confermata nell'art. VII della Costituzione repubblicana del 1947. Le trattative, 
in corso dal 1969 fra il Vaticano e il Governo italiano per una revisione e un adattamento del concordato, sono arrivate a una ratifica il 3 giugno 1985. Dal 1° gennaio 2001 il 
Consiglio d'Europa, ha decretato che anche lo Stato della Città del Vaticano, in seguito agli speciali rapporti che lo legano con lo Stato italiano, può utilizzare l'euro come 
propria moneta ufficiale, nonostante non faccia parte dell'Unione Europea. Dal 13 marzo 2013 siede sul trono pontificio Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio.
Stato creato con il Trattato del Laterano concluso tra la Santa Sede e l'Italia l'11 febbraio 1929 per assicurare al papa un'indipendenza assoluta da qualsiasi sovranità 
temporale. Il Trattato dichiarava lo Stato della Città del Vaticano territorio neutrale e inviolabile; lo Stato italiano si impegnava a rispettarne i confini e a fornire al Vaticano 

un'adeguata dotazione di acqua in proprietà; a mantenere il collegamento tra la stazione ferroviaria vaticana e il sistema ferroviario italiano; a provvederlo di regolari servizi 
telegrafici, telefonici, radiotelefonici e postali propri. Lo Stato della Città del Vaticano costituisce un soggetto di diritto internazionale distinto da quello della Santa Sede, 
essendo il primo in rapporto di subordinazione rispetto al secondo. La Santa Sede è la suprema direzione della Chiesa cattolica, mentre lo Stato del Vaticano è il luogo in 
cui la Santa Sede, intesa come papa, risiede ed esercita il potere. Nella figura del Sommo Pontefice confluiscono, quindi, i ruoli di capo supremo della Chiesa e di sovrano 
dello Stato, detentore, in ultima istanza, dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Durante la vacanza della sede pontificia i poteri sovrani sono attribuiti al Collegio dei 
cardinali. La carica del Sommo Pontefice è vitalizia. Il papa viene eletto dal Collegio cardinalizio, di cui fanno parte i cardinali che non abbiano compiuto 80 anni di età. 
L'elezione avviene in conclave segreto nella Cappella Sistina, con una maggioranza dei due terzi. Secondo la nuova Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano 
del 26 novembre 2000, che sostituisce la legislazione precedente e si sovrappone alla prima Legge Fondamentale promulgata il 7 giugno 1929, il potere legislativo spetta 
alla Commissione pontificia, composta dal cardinale presidente e da altri cardinali. La Commissione è coadiuvata da un organo consultivo, la Consulta di Stato, composta 
dal consigliere generale e dai consiglieri dello Stato. Ognuna di queste cariche è nominata dal Sommo Pontefice per un quinquennio. Il potere esecutivo è esercitato dal 
cardinale presidente della Commissione, coadiuvato dal segretario generale dello Stato e dal vicesegretario generale. Queste ultime due cariche costituiscono i vertici della 

Segreteria di Stato, un'istituzione facente parte della Curia Romana. Gli uffici amministrativi e i vari servizi (ufficio legale, ufficio del personale e dello stato civile, ufficio della 
ragioneria centrale, ufficio filatelico e numismatico, ufficio delle poste e del telegrafo, ufficio merci, ufficio centrale di vigilanza, ufficio informazioni pellegrini turisti) fanno parte 
della sfera di azione del presidente della Commissione, sempre coadiuvato dal segretario generale. A lui fanno inoltre capo le direzioni generali dei Monumenti, Musei e 
Gallerie Pontificie, dei Servizi Tecnici, della Radio Vaticana e le direzioni dei Servizi Economici, dei Servizi Sanitari, della Specola Vaticana, degli Studi e delle Ricerche 
Archeologiche e delle Ville Pontificie. Il sistema giuridico è basato sul diritto canonico; il potere giudiziario, a nome del Sommo Pontefice, è esercitato dal Giudice unico, dal 
Tribunale di prima istanza, dalla Corte d'appello e in casi eccezionali dal Tribunale Supremo della Segnatura, che funziona da Corte di cassazione. Al Sommo Pontefice è 
riservato il potere di concedere grazie, indulti, amnistie e condoni. La legislazione penale e quella processuale penale sono state regolate nel 1969. La tutela della persona 
del papa e in generale l'ordine nell'ambito dello Stato sono affidati al Corpo della Guardia Svizzera e al Corpo di Vigilanza. La rappresentanza internazionale del Vaticano è 
assicurata dalla Santa Sede; questa fa parte di varie organizzazioni internazionali, tra le quali l'Unione postale universale, l'Unione internazionale delle telecomunicazioni, 
l'Unione europea di radiodiffusione. La popolazione del Vaticano comprende ecclesiastici, di diversa cittadinanza, e laici al servizio dell'apparato burocratico del Vaticano La 
cittadinanza vaticana non segue norme simili a quelle di altri paesi. Sono cittadini vaticani i cardinali residenti nel Vaticano o a Roma, coloro, anche laici, che vi risiedono 
per ragioni previste dalla normativa inerente, e infine coloro che sono nati nello Stato e convivono con cittadini del Vaticano In quest' ultimo caso la cittadinanza è concessa 
solo fino al compimento della maggiore età, poi generalmente viene persa e sostituita dalla cittadinanza italiana o del paese in cui il soggetto in questione risiede. Nello 
Stato sono presenti una stazione ferroviaria e un eliporto.


Lo Stato della Città del Vaticano non pubblica alcun resoconto delle sue attività economiche, non produce beni e i suoi servizi sono per lo più gratuiti. Il territorio dello Stato, 
compresi gli immobili, sono di proprietà della Santa Sede. La sua economia si basa sugli investimenti, mobili e immobili, sul patrimonio esistente, sulle rendite, sulle 
rimesse delle diocesi sparse nel mondo, sugli introiti provenienti dallo IOR (Istituto per le Opere Religiose), e sulle donazioni dei fedeli, l'Obolo di San Pietro. Il bilancio è 
tenuto dall'APSA (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica) che svolge funzioni di tesoreria, gestisce gli stipendi dello Stato e ha anche il compito di coniare moneta. 
Con un accordo stipulato nel 1998, infatti, l'Unione Europea ha autorizzato l'APSA ad emettere 670.000 euro l'anno. Ogni diocesi inoltre gestisce un patrimonio a sé, fatto di 
immobili, titoli e offerte dei fedeli. Dopo diversi anni di bilanci attivi, nel 2002 e nel 2003 le finanze dello Stato della Città del Vaticano hanno registrato un pesante deficit. Tra 
le voci negative figurano le istituzioni mediatiche; lo Stato della Città del Vaticano, infatti, possiede e gestisce tre organi d'informazione: Osservatore Romano, Radio 
Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano. 



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